« ScreenCLIP: Riparte la Star Trek Mania! Nuove recensioni da Ain't It Cool e Slashfilm »

mag
07
2009

Bentornato Star Trek

Star Trek Poster Australia

Già da questa sera è possibile vedere Star Trek, l’undicesimo film originato dalla prima grande serie TV, in alcune sale italiane, in anteprima rispetto all’uscita nazionale di domani.

Siamo arrivati ad oggi dopo mesi di spasmodica attesa, un’attesa tale che martedì, quando sono andato all’anteprima romana organizzata per la stampa e alcuni fortunati partecipanti a contest analoghi al nostro, mi sono presentato al cinema con un tale anticipo da essere tra i primi a entrare in sala e prendere posizione.

Di un nuovo Star Trek si parlava ormai da anni, ma era difficile pensare a come rivitalizzare al cinema una saga che per quanto epica e immensamente amata non aveva mai realmente spiccato il volo dal punto di vista commerciale e, soprattutto nel nostro paese, ottenuto risultati talmente di nicchia da essere sempre stata relegata anche televisivamente in situazioni improbabili.

In anni in cui si sta assistendo alla rinascita, quasi sempre riuscita, di grandi titoli del passato completamente reinterpretati da talenti dei moderni blockbuster l’annuncio che anche Star Trek avrebbe avuto un reboot mi aveva dato, pur tra tanti dubbi, grande gioia e generato notevoli aspettative.

Aspettative che in questi mesi sono cresciute progressivamente e in modo esponenziale da quando J.J. Abrams è venuto a Roma a presentare il progetto con una convinzione, uno stile e uno spirito che mi hanno completamente conquistato.

L’altro momento chiave di questi mesi di lunga attesa è stata l’uscita del secondo, epico, trailer del film (qui anche in HD) che mi sono guardato e riguardato, così come ogni altra clip e spot usciti in questi giorni.

J.J. Abrams non ha in alcun modo deluso queste aspettative consegnandoci, nel bene e con pochi trascurabili mali, un film che ha le chance non solo di ridare nuova vita a Star Trek, ma di farlo portandolo ad esplorare una dimensione di successo commerciale tale da prolungare, con un po’ di prosperità, la vita di una serie che tutti amiamo.

Perché poi è questo quello che conta, cioè che Star Trek, la sua voglia di esplorare l’ignoto, di scoprire strani nuovi mondi e di confrontarsi con altre civiltà, continui ad esistere.

Almeno, questa è la mia sensazione (non solo la mia visto che le recensioni sono positive sia da noi che negli USA quasi al 100%) e vediamo se, mentre mi ascolto la colonna sonora del film appena comprata su iTunes, riesco a spiegarne il perché parlando un po’ del film.

Cominciamo col dire che per quanto si tratti di un film in cui l’azione è costantemente condita d’ironia e divertimento sono stato sul punto di piangere almeno cinque volte in altrettanti momenti del film che non voglio assolutamente raccontare perché l’intenzione è di fare un commento esente da spoiler. Intendiamoci, non è certo un film tratto da un libro di Nicholas Sparks, ma la storia è centrata sulle vicende che hanno dato vita a personaggi talmente amati che non è assolutamente possibile non commuoversi più e più volte.

Specularmente il film è così ricco di riferimenti alle serie originali che la commozione è abbondantemente compensata da una serie di sorrisi, quando non grandi risate, che distingueranno in sala i fan di Star Trek dagli altri spettatori, tanto che alla fine della proiezione mi sono sentito dire da un amico “ah, quindi te eri uno di quelli che ridevano mentre tutti gli altri stavano zitti”, con ovvio riferimento a quelle risate, e anche agli applausi, che per i fan in sala è stato impossibile trattenere.

In questo Abrams e i suoi abilissimi sceneggiatori Kurtzman e Orci, che qui riescono ad essere precisi e coerenti con l’universo di riferimento in cui si muovono ben più che nei meno rischiosi film di Michael Bay, sono riusciti a creare un film perfettamente leggibile su più livelli.

Perché il nuovo Star Trek è un divertentissimo action movie fantascientifico moderno, ha le carte in regola per fondare un ciclo narrativo indipendente dall’ingombrante passato e, ad una lettura da parte dei fan, non può che risultare impreziosito da riferimenti e citazioni che ti fanno sentire a casa nonostante la novità di volti e caratterizzazioni che, ovviamente, sono evidenti.

L’escamotage narrativo che rende coerente questo Star Trek e i fatti in esso narrati con lo Star Trek che conosciamo (anche se se ne è già parlato non voglio scendere in ulteriori dettagli) è a sua volta tanto attuale e comprensibile dagli spettatori di oggi, quanto noto a chi ha seguito serie e film del passato.

Nulla da eccepire sugli interpreti. I pochi dubbi che avevo su Zachary Quinto sono stati spazzati in un baleno e pensavo che Chris Pine dovesse faticare molto di più per essere all’altezza di un James Tiberius Kirk che assomiglia moltissimo alle più recenti incarnazioni dell’eclettico William Shatner. Poi, per quanto uno possa essere affezionato all’originale Scotty, Simon Pegg porta sullo schermo il personaggio che forse più si discosta da quello che conosciamo conferendogli però tutta un’altra caratura. Simpaticissimo il giovane Chekov, tanto impeccabile quanto irriconoscibile Eric Bana, finalmente giovane Uhura e notevole Karl Urban nelle non facili ossa del dottor McCoy.

Tra le versioni bambine dei nostri due eroi ho preferito di gran lunga quella che Jacob Kogan offre di Spock rispetto a quella che Jimmy Bennett ha offerto di Kirk, ma si tratta ovviamente di momenti molto brevi.

Ci sono dei difetti? A cercarli indubbiamente si, ma personalmente l’unica cosa che non mi ha minimamente convinto è una sala macchine che manca di un cuore pulsante a dare vita a tutta questa meraviglia. Posso anche accettare che la prima Enterprise sia stata assemblata in affascinanti cantieri sulla Terra a colpi di saldatrice (ed altre situazioni alla U-boat), ma non riesco ad immaginare la sua sala macchine come un indefinito e sconfinato groviglio di tubi con tanto di spruzzi di vapore. Non tanto perché non sia coerente con la prima serie televisiva, ma perché non assomiglia ad una sala macchine, nemmeno a quella del Titanic in cui almeno pulsavano potenti caldaie alimentate a carbone. Ecco, in questa sala macchine manca un cuore, almeno io non l’ho trovato, e mi auguro che ci pongano rimedio nel prossimo capitolo.

Non posso dire nulla sul doppiaggio (per ora, ovvio che lo vado a rivedere) perché la versione cui ho assistito era in inglese sottotitolato, cosa che, pur nell’affetto provato per le frasi chiave in italiano ascoltate da bambino, mi ha però permesso di godermi la splendida voce originale di Leonard Nimoy che, ovviamente, strappa applausi ad ogni sua. magica, apparizione.

Live long and prosper!

ps: in sala a vedere il film c’era anche lui… incredibile!

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema,Film,Star Trek
Tag: , ,

8 Commenti »

  • pv

    Condivido appieno sensazioni e recensione.
    Soprattutto la parte che riguarda “la riscoperta” di cui parli all’inizio e le nuove possibilità future.
    Ricorda a tratti il caso de “Il signore degli anelli”. Eravamo pochi, rinnegati e derisi, e dopo l’opera di Peter Jackson abbiamo visto masse affrettarsi a leggere il libro e un intero settore di nicchia come il fantasy, relegato al B-Movie, rifiorire.

    Critiche ne vedremo, e probabilmente dal settore “fondamentalista”, ma a mio parere siamo davanti ad un prodotto troppo godibile per non essere notato soprattutto dal pubblico più giovane, che potrà vedere in una nuova moderna chiave l’amata saga, permettendo a tutti i nostalgici come me al contempo di poter dormire notti tranquille nell’attesa di ritornare a volare sull’enterprise con nuove storie.

    Concludo con un particolare apprezzamento per J.J.
    Per quanto mi riguarda non ne sbaglia una. Non riesco a non uscire contento dal cinema dopo un suo film o non trovare avvincente un suo prodotto televisivo.
    Veloce, vertiginoso, sfavillante. Riempie lo schermo e gli occhi.
    Forse qualcuno mi accuserà di osare troppo, ma dove si può aprire una petizione per chiedere che gli venga affidata la saga di Matrix? Io una sua riedizione della storia la vorrei vedere…

    Commenti | 8 maggio 2009
  • PPC

    GRANDISSIMO……FANTASTICO….INCREDIBILE!!!
    Sono appena rientrato dal cinema e sono ancora frastornato.
    J.J. sei un genio!!
    Cavoli, non credevo potesse venir fuori un capolavoro del genere.
    Non avrei scommesso una lira sul “principessino” Chris Pine, ma devo dire che è stato veramente all’altezza della situazione. Insuperabile anche il resto del cast principale (col giovane Checov che addirittura oscura l’originale).
    In effetti una fra le pochissime note dolenti era la sala macchine dell’Enterprise, che assomigliava tantissimo alla centrale ENEL di Fiumesanto!
    Non dico altro e penso che non passeranno più di due giorni senza che torni a rigustarmelo per cogliere meglio certi particolari. Per la cronaca la sala era all’piena all’80%(Warner village di Cagliari).
    Voto finale 10/10.
    Ora dovrei andare a letto….ma chi ha voglia di dormire!

    Commenti | 8 maggio 2009
  • s.l.lee

    E finalmente, come disse anche Nero in una memorabile battuta -tagliata- del film, l’attesa è finita.

    E sono tornato a casa con un mix di sensazioni che sinceramente sto ancora cercando di definire. Il film mi è piaciuto: ben ritmato, avvincente, commovente e ricco di citazioni che senza ombra di dubbio colpiranno i fans di vecchia data. Nello stesso tempo, però, mi sono reso conto che, con questa pellicola, lo Star Trek che conoscevo, quello che attraverso due generazioni mi ha tenuto compagnia fino ad oggi, di fatto se n’è andato per sempre, non c’è davvero più. Non voglio rischiare antipatici spoiler, ma è impressionante la “disinvoltura” con cui gli sceneggiatori hanno deciso un paio di svolte epocali nell’universo trek. Il che non deve essere necessariamente letto come un fatto negativo: se l’intento era quello di ridare nuova linfa ad una serie ormai in debito d’ossigeno, è chiaro che l’unica strada percorribile era proprio quella di un taglio col passato e di una ripartenza. Questo tuttavia non mi impedisce di provare un po’ di tristezza e una sensazione di vuoto per un mondo che non potrà più tornare.

    Per il resto, mi hanno piacevolmente sorpreso Karl Urban, entrato decisamente nella parte,e Bruce Greenwood. Ho trovato invece più difficile accettare Anton Yelchin come Chekov e Ben Cross nei panni di Sarek, non per pecche recitative, ma per eccessiva diversa fisicità con gli attori tradizionali.

    Concludendo, posso dire che Star Trek per me è un bel film, riesce ad emozionare e colpisce al cuore, anche se qualcuno di questi colpi, ahimè, porta con sè anche dolore.

    Commenti | 8 maggio 2009
  • Ivan

    Concordo!E’ semplicemente stupendo JJ & co hanno fatto un lavoro con i fiocchi.
    Un film senza un attimo di tregua, azione pura, senza però togliere nulla allo spessore dei personaggi.
    Ci sono scene da sogno che si susseguono fatte per rimanere nella testa. Tante lacrime è vero ma anche tante risate. Ave JJ.
    Pochi difetti: come detto qui sopra è vero la sala macchine sembra una fabbrica e non fanno mai vedere il nucleo a curvatura! un po di confusione con lo spazio tempo però si perdona tutto, non ci sono davvero grandi nei. ( anche se in alcune recensioni ci sono fan davvero troppo pignoli e polemici ai quali ricordo che è un film fatto non solo per noi trekkies ma per tutti, senno star trek lo possiamo anche salutare :) )

    Commenti | 8 maggio 2009
  • @pv ma dai, per quanto il Matrix originale meritasse una conclusione migliore di quella che gli hannod ato non pensi sia troppo presto per fare un reboot? Al limite ne farei una versione 2.0, con Facebook che dopo aver obliterato dalla rete tutti i giornalisti scomodi prende il controllo delle nostre vite e usa il nostro digitare sulla tastiera come fonte per la produzione di energia ;)

    @PPC ecco, una centrale elettrica è il paragone giusto, anche se nel pressbook dice che hanno ambientato al sala macchine in una ex fabbrica di birra.

    @s.l.lee si, sono d’accordo con te, ci sono svolte epocali e il vecchio Star Trek non esiste più, se non fosse così non sarebbe un reboot riuscito però.

    @Ivan, del nucleo a curvatura vorrei parlar di più, però ora non si può dire niente, aspettiamo che l’abbia visto qualche persona in più, no?

    Commenti | 8 maggio 2009
  • Io l’ho trovato modesto, modestissimo, soprattutto nella sceneggiatura. Non c’è una idea nuova, ma piuttosto una tonnellata di scene e film altrui macinati insieme e rimessi uno accanto all’altro. Per chi non conosce la saga, allora è un capolavoro come Trasformers 2 o i film con gli alieni di Tom Cruise, dove ti ci ritrovi nelle cose che hai già visto e rivisto, per i trekkers… boh.

    ZS

    Commenti | 8 maggio 2009
  • pv

    @Brad.dd
    Certo che il primo capitolo rimane intoccabile, ma c’è tanto di più di quel mondo su tutto il resto dei media (fumetti e animazione) da poter dar vita a qualcosa di grande.
    E’ un’idea che mi è balenata dopo aver visto Star Trek. Il suo modo di fare regia si adatterebbe benissimo. Una fantasia perversa se vuoi, ma sono convinto che J.J. mi farebbe sognare :D

    Commenti | 8 maggio 2009
  • pardanfs

    A me è piaciuto molto, e ci ero andata prevenuta, temevo che J.J. prevaricasse sul mio amato star trek, invece è un film avvincente, spettacolare, ma con attenzione anche alla caratterizzazione dei personaggi, che si fa perdonare qualche ingenuità, per esempio: “Che cos’è?” domanda papà Kirk (nel XXIII secolo l’ecografo non è ancora stato inventato?), o l’arrivo di Scotty a bordo dell’Enterprise, un po’ ridicolo.
    Una grande emozione, grazie J.J.!

    Commenti | 8 maggio 2009

Feed RSS dei commenti a questo post. TrackBack URL

Lascia un commento

Lascia questi due campi così come sono:

Protetto da Invisible Defender. E' stato mostrato un 403 ai 4.688 spammer.