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mar
11
2009

Parla il production designer Scott Chambliss

chamblissScott Chambliss, production designer del nuovo Star Trek, ha rivelato a Sci Fi Now di aver sudato freddo all’idea di lavorare su una franchise con una così lunga storia alle spalle. Ovviamente, non avrebbe nemmeno potuto rinunciare a lavorare sul nuovo film di J.J. Abrams!

La mia reazione è stata spropositata. Certamente volevo lavorare nel nuovo film di J.J., ed ero esaltato all’idea che avremmo fatto qualcosa di mai visto prima. Ma allo stesso tempo ero anche indeciso, per via di tutta la storia e del bagaglio che la franchise porta con sé. E’ stato un bel rompicapo, ma alla fine abbiamo trovato una strategia per risolverlo e siamo andati avanti. Da un punto di vista creativo, c’è una bella differenza nell’affrontare del materiale originale, senza storia o aspettative legate a quello che è venuto prima – e questo invece ha solamente storia e aspettative.

Chambliss ha risolto unendo la novità con la fedeltà all’originale, sia nel look che nei rapporti spaziali:

Non credo che vi piacerebbe salire sull’Enterprise e scoprire che non ricorda per nulla quello della serie TV. Vorresti che il cuore e l’anima fossero al posto giusto. Abbiamo pensato a tre diverse versioni possibili, e una delle cose su cui ci siamo concentrati, ovviamente, era il ponte. In particolare la sedia del capitano e la sua relazione con Sulu e Chekov e le consolle davanti a loro. Quello era obbligatorio. Volevamo mantenere Spock e Uhura letteralmente ai loro posti, quelli in cui siamo tanto abituati a vederli nella vecchia serie. Tutto stava nel ricreare la relazione fisica di questi personaggi sulla nave in modo che risultasse familiare, volevamo un simile rapporto spaziale e la ringhiera che corre intorno al nucleo centrale dell’area, senza però ricalcare la tavolozza dei colori. Volevamo aggiornare la tecnologia in modo che fosse ‘super cool’ senza che risultasse sopra le righe.

Il resto dell’articolo lo trovate qui.

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